CALOGERO CARDELLA

 

Presentazione

 

 

Da circa un ventennio assistiamo, con compiacimento, alla riscoperta e alla valorizzazione di alcuni  artisti siciliani, attraverso pubblicazioni, convegni, conferenze, mostre, ecc., molti dei quali quasi totalmente ignorati dalla storiografia ufficiale, ad opera  di singoli studiosi, appassionati di storia dell’arte.

E’ appena il caso di menzionare, solo per fare qualche esempio, artisti come Frate Umile da Petralia, scultore francescano del XVII secolo, il suo confratello e conterraneo Frate Innocenzo, autori di splendidi Crocifissi lignei policromi dalla straordinaria bellezza e dalla possente drammaticità; la valorizzazione di Giuseppe Salerno, detto lo zoppo di Gangi,  eccellente pittore del Seicento, si deve alla studiosa M.R. Chiarello, quella di Filippo Quattrocchi, grande scultore gangitano del Settecento, ad opera di Salvatore Farinella. Egidio Amico Roxas e Carmelo Giunta, pittori sancataldesi dell’Ottocento, vengono riscoperti e valorizzati grazie alle  monografie pubblicate da alcuni studiosi di Caltanissetta ed infine Vincenzo Roggeri, il più grande talento pittorico nisseno del Seicento, viene  scoperto nel 1987 dal noto studioso  Felice Dell’Utri, il quale ha pubblicato recentemente un ricco volume monografico sull’artista.

 A questi valentissimi artisti, riemersi dall’oblio al quale erano stati relegati immeritatamente e che hanno ritrovato pertanto la giusta collocazione nella storia dell’arte siciliana, si aggiunge oggi con la presente pubblicazione lo scultore agrigentino dell’Ottocento Calogero Cardella, esponente di una benestante famiglia di artisti, autore di numerosissime sculture in legno policromo e talvolta anche in cartapesta.

Il merito di questa doverosa rivalutazione si deve a Giovanna Caramanna e Calogero Brunetto i quali integrano e ampliano le scarne ed a volte lacunose notizie sull’artista pervenuteci da alcuni studiosi del passato come il Picone e il Peritore; quest’ultimo riscontrava nella scultura del Cardella “rigidità e freddezza accademica”.

In tempi più recenti da B. Alessi, nel Dizionario degli artisti siciliani del Sarullo, il quale rileva nelle statue del nostro una “impostazione classica, composta, solenne e nello stesso tempo una genuina espressione di candore e di bellezza”.

Lo studio condotto dai due storici dell’arte non si è rivelato piuttosto facile nonostante abbiano, come loro stessi affermano, “ imparato molto e vissuto momenti di grande entusiasmo e di straordinaria emozione”. Tutto ciò lo si può cogliere dai frutti del lavoro da Loro svolto e cioè l’attenta e puntuale documentazione, frutto non solo di accurate ricerche d’archivio, ma di sopraluoghi e contatti culturali intrapresi con altri studiosi.

 Caramanna e Brunetto dunque partendo quasi dal nulla riescono a dare una esaustiva e corretta visione dell’uomo e dell’artista Calogero Cardella, opportunamente inserito nel contesto storico-artistico del suo tempo. Non a caso i due autori trattano, nel loro libro, altri artisti contemporanei al nostro fra cui lo scultore palermitano Vincenzo Genovese, il pittore agrigentino Apelle Politi, figlio del più noto Raffaello originario di Siracusa, Michele Caltagirone, detto Quarantino, di Casteltermini, sottolineando inoltre l’importanza derivata durante la  formazione artistica e professionale, dalla frequentazione delle, più prestigiose botteghe d’arte, attive in quell’epoca, come quella  dei Biangardi a Napoli,  dei Bagnasco e del pittore Lo Forte a Palermo, che gli permisero l’acquisizione di peculiarità ed espedienti tecnici che caratterizzarono in seguito  le sue sculture.

Calogero Cardella dovette essere, a giudicare dalla copiosa produzione artistica, uno scultore assai richiesto ed apprezzato dalla committenza ecclesiastica non solo agrigentina.

Le sue statue emanavano certamente un profondo senso mistico, indipendentemente dalla tecnica,  dallo stile  d’esecuzione e dalle peculiarità cromatiche con le quali venivano realizzate. Egli, come è dato constatare, decorava spesso le vesti o i mantelli, dei personaggi sacri raffigurati, con ornamenti a rilievo dorati che le impreziosivano sensibilmente.

 E’ stato più volte ricercato nelle opere del Cardella la ieraticità, la classicità, la compostezza, la solennità, la freddezza accademica, la bellezza, ecc. pur di esprimere un giudizio personale. Ebbene anche se tutte le suddette caratteristiche sono riscontrabili nelle sue sculture, mi pare che nulla cambi nel sottolinearne la validità  oltre che ad evidenziare il talento scultoreo di un artista, sostanzialmente autodidatta, ma che mostra di possedere notevoli qualità  dovute alla sua importante  preparazione di base; esse   riuscivano a suscitare nel fedele una straordinaria emozione. Era questo l’intento del nostro scultore e della committenza.

Spiace constatare purtroppo che  a causa di indecenti   restauri effettuati nel tempo da mani inesperte molte sue sculture risultano assai compromesse sia nella struttura che nelle cromie falsandone l’originalità compromettendone l’esatta lettura. 

Riscoprimano dunque, grazie alla pregevole pubblicazione di Giovanna Caramanna e di Calogero Brunetto, arricchita da splendide immagini, un illustre artista siciliano del passato  fino ad oggi poco noto. Molte sculture del Cardella, catalogate come di ignoto autore, ritroveranno finalmente l’esatta paternità artistica, paternità che forse hanno sempre avuta ma che da parte di taluni studiosi non è mai stata accuratamente rilevata perfino, come viene sottolineato dai due studiosi, quando bastava leggere la firma posta sull’opera.

Auguro al libro il successo che certamente merita e ai due amici Giovanna Caramanna e Calogero Brunetto le soddisfazioni culturali che indubbiamente avranno.

 

 

                                                                            Prof. Rosolino La Mattina

                                                                            già   Restauratore capo della Soprintendenza

                                                   dei Beni Culturali e Ambientali

                                                     sez. Storico-Artistica di Palermo

 

 

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